Come presentare la propria candidatura

È fondamentale presentare la propria candidatura in modo corretto: attraverso una lettera di presentazione ed un CV adeguatamente redatti. In questo articolo forniamo alcuni consigli basilari che potranno essere d’aiuto a chiunque voglia candidarsi ad un’offerta di lavoro.

Sono sicuramente moltissime le aziende che quotidianamente si occupano di ricerca di personale qualificato ed è importante riuscire a farsi notare. Molti staranno pensando che nella realtà le cose vanno diversamente e che i centinaia di curricula inviati senza successo ne sono la prova. Ma mandare un numero spropositato di candidature non corrisponde certo ad avere maggiore possibilità di riuscita, soprattutto se si mira ad entrare a far parte di aziende che ricercano personale qualificato.

Mandare in maniera scriteriata il proprio curriculum a tutte le aziende che ricercano personale, magari senza nemmeno allegare la propria lettera di presentazione, potrà portare chi legge l’e-mail a cestinarla immediatamente. Per questo i candidati che vogliano essere presi in considerazione nella ricerca di personale dovranno seguire delle semplici ma fondamentali regole.

Un buon curriculum: il primo passo verso un posto di lavoro

Per tutti coloro che abbiano deciso di mettersi alla ricerca di un lavoro, il primo passo non può che essere redigere il proprio curriculum vitae. Quello che ai più può sembrare un’operazione molto semplice, nasconde in realtà non poche insidie.

Quando compiliamo il nostro curriculum stiamo infatti preparando il documento che dovrà indicare al nostro futuro datore di lavoro tutti i dati riguardanti la nostra persona. Risulterà fondamentale dunque presentarsi, agli occhi di chi si occupa di ricerca di personale qualificato, in maniera dettagliata. In questo caso però non bisognerà fare attenzione soltanto alla sostanza, ma anche alla forma. Ma procediamo con ordine.

Come prima cosa quando si redige il curriculum bisogna farlo utilizzando il formato europeo. Questo è infatti il modello maggiormente richiesto dalle aziende. Tuttavia ancora oggi alcune richiedono il formato Europass e quindi, al fine di farsi trovare pronti, sarà meglio compilarlo in entrambi i modelli. Passiamo ora alla vera e propria creazione del nostro documento.

Innanzitutto bisognerà fare attenzione all’aspetto del nostro curriculum vitae, dall’impaginazione alla grammatica. Qualora siano presenti degli errori daremo certamente una cattiva impressione al selezionatore che, nella migliore delle ipotesi, ci riterrà persone poco curate.

Nella parte iniziale bisognerà inserire dunque i dati personali: nome, data di nascita, residenza e contatti. Anche se non obbligatorio è poi consigliabile mettere pure una fotografia, in formato foto tessera, in maniera tale da permettere al datore di lavoro che ricerchi personale qualificato di dare un volto alla persona che sta conoscendo tramite il curriculum.

Nella seconda parte si dovranno inserire invece le esperienze lavorative, rigorosamente in ordine cronologico, partendo dalla più recente. Qui andranno indicati i nomi delle aziende per le quali si è svolta l’attività lavorativa, la durata del contratto e le principali mansioni svolte. Di seguito si dovranno poi inserire le esperienze formative come il diploma ed eventuali lauree e specializzazioni, indicando, sempre in ordine cronologico, la data e l’ente formatore.

Nella parte successiva si aggiungeranno invece le proprie competenze linguistiche e l’abilità nell’utilizzo del computer, inserendo le eventuali certificazioni ricevute. Infine, anche se non vi è alcun obbligo, si potranno indicare i propri hobby e interessi, utili a far conoscere la vostra propensione al lavoro di squadra, cosa particolarmente importante per tutte le aziende che ricerchino personale qualificato. Fondamentale sarà inoltre il vostro consenso al trattamento dei dati personali contenuti nel curriculum vitae.

Come scrivere una lettera di presentazione

Un elemento basilare per far si che la propria candidatura susciti l’attenzione e l’interesse di chi la valuta, soprattutto quando si parla di ricerca di personale qualificato, è senza dubbio la stesura di una lettera di presentazione mirata. Questa permette di presentarci al selezionatore, indicando le nostre principali abilità e i nostri interessi che saranno ovviamente approfonditi nel curriculum vitae.

Una lettera di presentazione non esaustiva, o semplicemente non mirata, comprometterà drasticamente le nostre possibilità di essere notati. Scrivendo in modo corretto la lettera, faremo interessare il selezionatore alla nostra figura, portandolo ad aprire e a valutare il nostro curriculum.

Constatata l’importanza della lettera di presentazione, andiamo ora a vedere come compilarla correttamente. Innanzitutto bisogna sottolineare come si debba evitare di mandare indistintamente sempre la stessa identica lettera, soprattutto quando ci rivolgiamo ad aziende che ricercano personale qualificato.

L’invio di una lettera di presentazione standard apparirà infatti agli occhi di chi la legge come quasi una precompilata. Bisogna invece inviare una lettera mirata, a seconda dell’offerta alla quale intendiamo candidarci, così da suscitare immediatamente l’interesse del selezionatore. In questo modo daremo l’impressione di essere interessati non ad un offerta di lavoro qualsiasi, ma proprio a quella pubblicata dall’azienda in questione.

Per quanto riguarda la compilazione, basterà seguire qualche piccolo accorgimento. Quando un’azienda si mette alla ricerca di personale qualificato solitamente pubblica un’offerta di lavoro chiara. All’interno troviamo infatti quasi sempre sia i requisiti necessari per candidarsi che le qualifiche eventualmente richieste. Basterà quindi dire nella lettera di presentazione di essere in possesso dei requisiti richiesti, se posseduti, e di aver conseguito la qualifica necessaria, e il gioco è fatto.

Inoltre siccome spesso e volentieri nelle offerte di lavoro per la ricerca di personale qualificato viene richiesta la conoscenza del ruolo, si dovrà, al fine di aumentare le proprie chance, indicare gli anni di esperienza maturati proprio in quello specifico settore.

Tutta questa oculatezza nella compilazione della propria lettera di presentazione servirà a convincere il selezionatore che la nostra figura sia effettivamente ritagliata su misura per l’offerta di lavoro da lui pubblicata.

L’ultimo gradino verso la ricerca di personale qualificato: il colloquio

Infine bisogna ricordare l’importanza, nel caso di un colloquio, di presentarsi vestiti in modo adeguato. Nel momento in cui vi sederete davanti ad un selezionatore dovrete apparire proprio come il vostro curriculum e la vostra lettera di presentazione: perfetti.

Quando si parla di ricerca di personale qualificato si fa sicuramente riferimento a lavoratori impeccabili sia dal punto di vista delle abilità che dal punto di vista squisitamente formale. E così in questi casi, al contrario di come dice un vecchio detto, l’abito farà il monaco. Dunque sarà bene presentarsi a tutti gli effetti come dei veri e propri professionisti. In questa maniera magari porteremo a pensare la persona che si occupa di ricercare personale qualificato che siamo il candidato ideale, ancor prima di iniziare il colloquio.

Durante la chiacchierata conoscitiva con quello che potrebbe essere il vostro futuro datore di lavoro, dovrete mostrarvi brillanti ma soprattutto interessati a far parte proprio di quel team. E così sarà ad esempio fondamentale far capire al vostro interlocutore che vi siete precedentemente informati sull’azienda, che l’avete considerata seria e professionale e che per questo volete assolutamente prenderne parte.

Infine un ultimo aspetto molto importante sarà la vostra propensione a porre domande, ovviamente attinenti al lavoro da svolgere, in maniera tale da mostrarvi interessati al tipo di lavoro svolto dall’azienda in questione.

Fresatore CNC: chi è e che cosa fa?

Tra le figure di maggiore importanza nel settore meccanico vi è quella del fresatore a CNC. Si tratta di una figura professionale completa, in grado non solo di effettuare il proprio lavoro utilizzando macchine fresatrici tradizionali, ma anche quelle a Controllo Numerico Computerizzato (CNC), evoluzione di tutte le macchine classiche. Ecco perché questo ruolo richiede una serie di competenze che vanno ben al di sopra di quelle dei semplici artigiani del metallo e che vanno tenute in considerazione durante la selezione di fresatori CNC.

Il fresatore a CNC (figura analoga ma non identica a quella del tornitore CNC), infatti, oltre a saper creare particolari a disegno tramite la fresatrice, dovrà essere in grado di preparare la strumentazione, programmare, impostare e manutenere le macchine e, soprattutto, di saper leggere disegni quotati e riprodurre campioni.

Si tratta di un ruolo che richiede continui aggiornamenti sulle innovazioni dei materiali, sugli aggiornamenti in merito ai linguaggi di programmazione CNC impiegati, sulle nuove modalità di realizzazione di forme e molto altro. I tecnici che sono interessati a partecipare a una selezione per la posizione di “fresatore CNC” dovranno allora possedere una serie di requisiti, tra i quali:

  • abilità manuali e precisione;
  • competenze tecniche specifiche e conoscenza dei materiali;
  • capacità di lettura dei disegni quotati (disegno meccanico);
  • conoscenza linguaggi di programmazione.

Abilità manuali e precisione

Durante la selezione di un fresatore CNC, i candidati che si propongono devono saper dimostrare le proprie abilità manuali e la precisione nella lavorazione. Non va dimenticato, infatti, che anche se oggi la maggior parte del lavoro di un fresatore CNC viene svolta dalle macchine, l’uomo ha sempre un ruolo fondamentale, in particolare nella lavorazione di elementi da produrre in piccoli lotti.

Se nelle grandi aziende la selezione di un fresatore CNC si basa soprattutto sulle capacità tecniche di questa figura professionale, nelle PMI può rendersi maggiormente utile un tecnico che abbia anche familiarità con l’elevata tecnologia che caratterizza le macchine stesse, giocando un ruolo da responsabile del loro corretto funzionamento e ponendosi come interfaccia con l’azienda di produzione dei macchinari in officina.

Competenze tecniche solitamente richieste nella selezione di fresatori CNC

Come si può facilmente immaginare, durante la fase di selezione di un fresatore CNC saranno richieste delle competenze tecniche specifiche, che permettano di valutare il candidato in maniera più o meno positiva.

Ma cosa si intende per competenze tecniche specifiche? Si intendono tutte quelle conoscenze che permettono al fresatore di svolgere al meglio il proprio lavoro. Sarà quindi necessaria una profonda dimestichezza con i differenti materiali metallici, dai più comuni a quelli meno utilizzati, che permetterà di comprendere, a seconda dei casi, come effettuare le diverse lavorazioni, ossia come impostare le macchine per ottenere risultati perfetti. Inoltre, si dovranno conoscere i vari gradi di durezza di questi ultimi in modo da valutare, prima ancora di iniziare il lavoro, le impostazioni delle dimensioni realizzabili e delle tolleranze accettabili.

Ancora, lavorando con fresatrici a Controllo Numerico Computerizzato, in alcuni casi sarà necessaria un’elevata dimestichezza nella programmazione e nell’utilizzo di queste macchine. Da questo, deriva che il fresatore CNC dovrà avere un’elevata preparazione tecnica e professionale, in continuo aggiornamento.

Come avviene per tutti i tecnici che operano con macchine programmabili, infatti, anche per i fresatori CNC gli aggiornamenti sulle differenti e nuove possibilità di programmazione sono d’obbligo. Solo in questo modo si potrà avere la certezza di restare sempre al passo con i tempi, ossia di conoscere i diversi tipi di macchine e di programmi anche se non si potrà sempre avere la possibilità di utilizzo diretto. Non solo: va ricordato che alla complessità della programmazione si affianca quella delle capacità di queste macchine, in grado di realizzare fresature e lavori sempre differenti, che il tecnico deve saper conoscere, controllare e utilizzare.

Capacità di lettura dei disegni quotati

Il fresatore dovrà essere in grado di elaborare oggetti secondo quanto riportato nei disegni quotati. Proprio per questo motivo, durante la selezione di un “fresatore CNC” la competenza in questo settore deve essere valutata con attenzione. Un buon tecnico, infatti, deve avere una rapida e facile lettura dei valori che vengono riportati accanto alle diverse sezioni e parti dei disegni.

Un fresatore CNC dovrà saper leggere senza incertezze non solo le dimensioni classiche di altezza, lunghezza e profondità dei singoli elementi, ma anche le posizioni relative, quali diametri di fori, distanze da assi, profondità di dentature e tutto quanto può essere riportato su un disegno tecnico per la realizzazione di elementi metallici.

La maggiore capacità da tenere in conto durante la selezione di un fresatore CNC, tuttavia, è la sua conoscenza dell’uso dell’errore, ossia la competenza e la precisione nel calcolare gli errori possibili durante l’esecuzione di un progetto. Inutile, infatti, pensare di poter realizzare tutti i prodotti identici e senza differenza: nonostante l’utilizzo di strumentazione CNC, infatti, si possono avere delle misure non corrispondenti a quelle che sono le richieste del disegno quotato. In tal caso, la competenza del tecnico nell’uso delle tolleranze, ossia delle possibili dimensioni ammesse, è fondamentale perché permette di fare la differenza tra un lavoro salvato e uno da buttare.

La selezione di un fresatore CNC

Spesso le competenze informatiche specifiche giocano un ruolo importantissimo nella fase di selezione di un fresatore CNC. Il collegamento tra il lavoro delle macchine e i programmi di elaborazione di tali lavori è infatti sempre più stretto.

La figura del fresatore CNC è una figura chiave in officina. Proprio per questo motivo la selezione di un fresatore a CNC rappresenta un momento delicato e importante, durante il quale scegliere un tecnico in grado di operare con alta precisione, di interagire con le macchine e con i tecnici dell’azienda e, soprattutto, di essere sempre pronto ad aggiornamenti continui, sia teorici che pratici, per mantenere sempre elevato il proprio standard di competenze nel proprio settore.

Manutentore elettrico: ricerca e selezione

La ricerca e selezione di un manutentore elettrico è un compito arduo, soprattutto perché la quantità di profili reperibili non è elevata e si tratta di una figura in genere molto qualificata, che descriviamo nei paragrafi successivi.

Manutentore elettrico: cosa fa

Il manutentore elettrico si occupa di tenere sempre in perfetta efficienza gli apparecchi e i macchinari di produzione, agendo sugli impianti in modo preventivo oppure riparando anomalie di funzionamento o possibili guasti.

La definizione di questa figura lavorativa comprende diverse situazioni, varie tipologie di mansione e diversi livelli di qualifica e di responsabilità. Tutto questo dipende dalla complessità degli interventi, dalla strumentazione necessaria che può essere più o meno sofisticata e dal tipo di automazione e quindi di complessità dell’impianto stesso.

Manutentore elettrico: aree di competenza

Valutando quindi il livello di inquadramento e il contenuto professionale, il manutentore elettrico ha tre aree di competenza alle quali corrispondono altrettanti livelli di intervento dove per ciascuno di essi è richiesto:

• Individuazione dei guasti di facile valutazione in base a indicazioni piuttosto dettagliate. In questo caso vengono utilizzati degli schemi funzionali oppure, se presente, il terminale del “sistema automatizzato di controllo” per eseguire eventuali riparazioni o sostituzioni su tipologie di apparecchi piuttosto semplici;

• Scoprire i guasti e le possibili cause anche a livello di componenti o sottoinsiemi usando schemi elettrici, praticando misurazioni che si basano sulla conoscenza funzionale del macchinario/impianto. Il manutentore elettrico deve quindi essere in grado di riparare o sostituire moduli, schede o apparati e praticare la taratura e la regolazione dei vari dispositivi e mettere in servizio l’impianto;

• Individuazione e valutazione dei guasti, scelta del tipo di intervento con un grado di difficoltà elevato per riparare apparecchiature di impianti/macchine difficili e con una precisione molto elevata anche in condizioni di funzionamento piuttosto critiche.

Ne risulta che il lavoro del manutentore elettrico è quello di saper risolvere i problemi tecnici, anche piuttosto complessi, e di effettuare la riparazione o sostituzione dei componenti che risultano mal funzionanti o guasti ripristinando il corretto funzionamento di tutto l’impianto di produzione.

L’immediato ripristino dei macchinari o dell’impianto e il relativo ritorno di questi nei parametri fissati e una attenta manutenzione programmata in modo da fermare il minor tempo possibile la produzione sono fattori determinanti per determinare il livello di appartenenza del manutentore elettrico.

Per poter valutare correttamente il risultato dell’intervento di manutenzione è necessario tenere in considerazione vari elementi. Infatti oltre al manutentore bisogna valutare anche il lavoro dei responsabili della produzione e del controllo di qualità data la forte correlazione tra: livelli di produzione, funzionalità degli impianti e qualità finale del prodotto.

Il livello di organizzazione e gestione per questo tipo di figura può variare molto a seconda del livello di qualifica del manutentore, mentre il livello di autonomia a livello tecnico deve obbligatoriamente essere alto.

Dove opera un manutentore elettrico

Ogni azienda che utilizza per i suoi processi produttivi macchinari e impianti con tecnologia elettronica deve avere a sua disposizione un manutentore elettrico.

Solitamente negli annunci di ricerca di un manutentore elettrico viene specificato se si tratta di una piccola o grande impresa, dato che in base a quello cambiano le responsabilità e il livello del manutentore.

Nelle medie e grandi imprese

Nelle aziende più grandi, la figura del manutentore elettrico è sempre presente e solo per gli interventi altamente specialistici viene richiesto un manutentore elettronico a chi fornisce la tecnologia utilizzata.

Nelle imprese di medie e grandi dimensioni, solitamente l’investimento sulla tecnologia è tale che viene preferito l’utilizzo di impianti automatizzati e gli interventi di manutenzione più elementari vengono delegati all’operatore del macchinario/ impianto.

All’interno delle medie e grandi imprese, questa figura è presente sia come servizio tecnico centrale, che in produzione, quindi in tutti i reparti.

Il manutentore elettrico negli stadi produttivi deve intervenire sui macchinari in base alle sue competenze spesso cooperando con il gruppo della manutenzione, quindi manutentore elettrico e meccanico, e intervenendo prontamente a seguito di una chiamata dell’operatore nel caso questa esuli dai suoi compiti. A tale proposito, sta nascendo la figura del “meccatronico” una fusione del manutentore meccanico, elettrico ed elettronico.

Il manutentore elettronico è la figura che si occupa degli interventi più complessi e particolarmente specifici, difficilmente risolvibili dai manutentori elettrici dei vari reparti produttivi.

Nelle piccole imprese

Nelle imprese più piccole, dove la difficoltà degli interventi non è molto elevata, il servizio di manutenzione viene solitamente richiesto a fornitori esterni, oppure affidato a manutentori di tipo polivalente all’interno dell’azienda stessa.

Manutentore elettrico: dove lavora

Il manutentore elettrico lavora principalmente in manutenzione, sugli impianti. Solo una minima parte viene svolta in ufficio o in un laboratorio, dove avviene la messa a punto dei vari strumenti utilizzati per gli interventi.

Manutentore elettrico: con chi lavora

Solitamente il lavoro si svolge in squadra, specie per la manutenzione programmata, ma una volta individuato il guasto o l’anomalia il tecnico può operare in autonomia e può reperire in magazzino tutto l’occorrente necessario per ripristinare nel più breve tempo possibile l’impianto.

Per la corretta esecuzione dell’intervento, il manutentore può collaborare con chi conduce l’impianto, con colleghi del suo stesso campo che operano in altri settori, meccanico ed elettronico, con l’ufficio tecnico, di programmazione e di sviluppo e con il magazzino. Naturalmente deve rendere conto ai suoi superiori che di solito sono: capo squadra, capo turno o capo reparto.

Ricerca manutentore elettrico

Quella del manutentore elettrico è una figura professionale la cui formazione avviene spesso presso l’azienda stessa, ma di base deve saper gestire il funzionamento di un impianto o macchinari del ciclo di produzione.

Quando ci si deve occupare della ricerca e selezione del manutentore elettrico tramite Digital Recruiting è bene valutare con molta attenzione vari elementi. Solitamente è sempre bene accertarsi che ci sia un diploma di perito elettronico / elettrotecnico, per gli interventi più complicati a volte è bene che vi sia una laurea in ingegneria. È comunque necessario un periodo di formazione da effettuarsi a stretto contatto con personale esperto.

Naturalmente questo ruolo non è mai fermo, infatti i corsi di aggiornamento/formazione saranno frequenti durante tutta la sua fase lavorativa dato il continuo evolversi della tecnologia e del suo utilizzo in fase produttiva.

Competenze tecniche richieste

Ciò considerato, è bene mettere in chiaro nelle offerte di lavoro per la ricerca di un manutentore elettrico le varie conoscenze che si stanno cercando. Si tratta infatti di avere conoscenze in:
• impianti elettrici;
• elettrotecnica;
• elettronica digitale e analogica;
• controlli automatici;
• normative elettroniche ed elettriche;
• metodi e strumenti di misurazione;
• comunicazioni di tipo elettrico;
• leggere e interpretare gli schemi;
• informatica industriale e elettronica programmabile;
• nozioni base di fisica, meccanica, chimica, pneumatica e oleodinamica;
• conoscenza approfondita degli impianti sui quali avverranno gli interventi.

Competenze aggiuntive

Oltre alla conoscenza tecnica degli impianti, è necessario che un manutentore abbia anche determinati requisiti a livello caratteriale/attitudinale:

• rapidità d’intervento nelle situazioni d’emergenza;
• ottimo problem solving;
• attitudine all’apprendimento e a lavorare in gruppo;
• capacità di decidere in autonomia;
• doti comunicative/relazionali.

Percorsi di tipo professionale

Gli sbocchi professionali del manutentore elettrico sono spesso legati all’area professionale di competenza e all’esperienza maturata. Il livello più alto è quello di manutentore esperto. Le figure più esperte possono essere assunte come tecnici impiegatizi, e cercare di arrivare a ricoprire il ruolo di capo area o capo squadra sia di un reparto che del servizio centralizzato.

Il manutentore esperto che ha una scolarità medio/alta e ha maturato una buona anzianità potrebbe avere accesso al ruolo di responsabile della manutenzione.

Per richiedere un preventivo gratuito per la ricerca della figura del manutentore elettrico, è possibile compilare l’apposito modulo.

Come scrivere un CV professionale?

Nozioni generali: cos’è un CV

Il Curriculum, accademicamente detto Curriculum Vitae, in origine veniva chiamato Curriculum Vitae et Studiorum. È il documento con cui una persona elenca i propri dati personali quali nome e cognome, descrive il proprio corso di studi ed eventuali attestati o specializzazioni, ed esperienze lavorative.

Chiunque si trovi nella condizione di ricercare un lavoro, ovvero deve documentare il proprio livello di conoscenza ed esperienza lavorativa per un miglioramento professionale, deve redigere questo documento e presentarlo all’azienda interessata o al proprio datore di lavoro. È chiamato brevemente, nel linguaggio comune, CV. Al fine di fornire un’informazione più completa può anche contenere la foto dell’interessato.

Composizione del Curriculum

Per scrivere un cv efficace bisogna seguire un ordine ben preciso con cui devono essere fornite le informazioni personali. Al primo posto bisogna inserire il proprio nome e cognome, la data ed il luogo di nascita, l’indirizzo di residenza e l’eventuale domicilio. Un recapito telefonico fisso o mobile, oppure entrambi, eventuali esperienze lavorative, la conoscenza di eventuali lingue straniere ed il livello di conoscenza delle stesse. Deve anche contenere, se possedute, eventuali conoscenze informatiche e l’autorizzazione al consenso del trattamento dei propri dati personali in base alla normativa vigente.

Informazioni facoltative

È importante sapere che più informazioni vengono espresse nel curriculum, maggiore è la conoscenza che viene data di se stessi, delle proprie capacità e del proprio livello culturale superiore è la possibilità di raggiungere l’obiettivo del proprio inserimento nell’ambito del lavoro ovvero dell’avanzamento professionale. Quindi nel caso in cui chi redige il proprio curriculum sia in possesso di eventuali attestati di partecipazione a corsi formativi, master o abbia ottenuto delle specializzazioni lavorative o formative, è opportuno che vengano inseriti nel documento anche questi dati aggiuntivi.

Scopo del curriculum

Lo scopo del curriculum oltre a fornire i propri dati generali e la propria formazione culturale e, quando esiste, quella professionale, è soprattutto quello di convincere chi lo legge dei motivi perché dovrebbe assumere una persona al posto di un’altra. Insomma è una vera campagna pubblicitaria di se stessi. Uno spot, un documentario dove in poche pagine deve scorrere fluente ed entusiasmante tutta la nostra vita, anche se nella realtà a volte proprio entusiasmante non sia stata.

Il CV standard e quello professionale

Il curriculum vitae standard, quello europeo per capirci, si compone di appositi spazi con apposite domande già inserite, uguali per tutti, alle quali rispondere senza starci poi tanto a pensare. La conoscenza delle lingue, per esempio, o si ha oppure niente.Lo stesso dicasi per eventuali attestati e lavori svolti in precedenza.

Il curriculum professionale è un’altra cosa. È li che bisogna inventarsi esperti di strategia pubblicitaria, è li che bisogna svolgere un lavoro sopraffino di marketing su se stessi. Si devono evidenziare tutti i punti di forza del nostro carattere, della nostra preparazione professionale e della nostra cultura.

Certo non bisogna esagerare con l’elenco delle proprie esperienza e della nostra formazione, se questa in realtà non sono così ampie e nemmeno se, tutto sommato, si sta dicendo la verità. Le persone umili sono quelle che non vantano se stessi ma lo dimostrano con i fatti nella vita quotidiana ed anche in quel caso non si fregiano di nulla, lasciano che siano gli altri a complimentarsi. Al massimo fanno un cenno per annuire e ringraziare.

Come scrivere un cv efficace

Una volta stilato il proprio curriculum, avendo avuto cura di inserire tutte le notizie utili a farci identificare, soprattutto per le nostre qualità ed esperienze, questo va letto e riletto più volte. A costo di impararlo a memoria. Solo una rilettura attenta permette di accorgersi di un errore di punteggiatura, di un refuso sfuggito nonostante la rilettura, di un periodo che, rileggendolo, non suona tanto bene seppur grammaticalmente corretto.

Bisogna immaginare di essere il destinatario del documento, leggere il curriculum e dire dentro se stessi: però, io questo qua lo voglio assumere; oppure tutto il contrario: ma come si fa ad assumere uno che scrive così? Questa attenta analisi farà scoprire anche errori grossolani, oppure periodi piuttosto confusi.

Con tanta pazienza si correggono gli errori, si valuta la fluidità del testo ed eventualmente si tagliano parti e si riscrivono, si modificano periodi e tempi, insomma si fa un restauro continuo fin quando non lo si ritiene perfetto, fin quando non si ha l’assoluta certezza che la persona con quel curriculum DEVE essere assunta, è indispensabile.

La lettera di presentazione

Un accessorio indispensabile che deve accompagnare un buon curriculum professionale, è la lettera di presentazione. Purtroppo questo utilissimo strumento è poco utilizzato da noi in Italia.

Pochi sanno che gli addetti alla lettura del curriculum, se sono persone serie e preparate, leggono il documento in una manciata di secondi. Questo non perché evitano di soffermarsi sui particolari oppure scartano a priori un candidato ancor prima di averne dato la giusta valutazione. Assolutamente no. Sin dalle prime battute queste persone hanno acquisito la capacità di individuare subito i punti forza di un candidato e le sue negligenze.

Certo l’errore umane ci sta sempre, ma difficilmente chi analizza i curriculum per professione sbaglia nella valutazione. Ecco che entra in gioco la lettera di presentazione. Un documento in cui i candidato espone le cose principali di se, ( che poi si ripetono nel curriculum) in maniera più discorsiva ed al tempo stesso leggermente vaga. Deve stimolare a leggere attentamente il curriculum professionale.

Regole principali

Anche la lettera di presentazione, come il curriculum, deve seguire un percorso ben preciso. Innanzitutto deve assolutamente essere intestata: Egregio Dr Rossi, responsabile ecc ecc. Chi la legge deve percepire che sia stata scritta esclusivamente per lui.

La lettera di presentazione deve contenere un accenno alle proprie qualità ed alla propria formazione ed istruzione ma soprattutto deve spiegare le ragioni per cui l’azienda dovrebbe prendere il candidato ed al tempo stesso esternare il desiderio di prendere parte al progetto di cui si occupa l’azienda perché totalmente condiviso. Mostrarsi quindi, ancor prima di farne parte, in perfetta sintonia con la filosofia aziendale ed i progetti in atto della stessa.

Diciamo, senza girare intorno a cercare le parole, che bisogna essere un pò ruffiani. Garbati, cortesi ma ruffiani. Se proprio non riuscite ad esserlo, nemmeno un pochino, allora fate un salto indietro nel tempo, con la memoria immaginatevi alla corte di Francia e ricordate le parole di Enrico IV: Parigi val bene una messa.

Denominatori comuni degli imprenditori di successo

Molti pensano che gli imprenditori di successo siano caratterizzati dall’avere un carisma particolare o delle doti di leadership fuori dall’ordinario. In verità, i denominatori comuni degli imprenditori di successo corrispondono molto spesso a delle qualità caratteriali possedute dall’individuo prima ancora di fondare la sua impresa.

Leggendo le biografie personali di molti imprenditori, sia italiani che esteri, che sono riusciti a mettere in piedi storie imprenditoriali di successo, possiamo facilmente renderci conto di quanto sia vera l’affermazione precedente.

Alcuni denominatori comuni degli imprenditori di successo

Combattere per un sogno

Uno degli aspetti che accomuna molti imprenditori di successo è il fatto di agire secondo un proprio desiderio di auto realizzazione, coltivato con perseveranza e tenacia. Dato che avere un sogno è un aspetto che in realtà caratterizza molte persone, ciò che invece contraddistingue l’imprenditore di successo da tutti gli altri è il fatto di elevare il proprio desiderio a regola di vita, lavorando tenacemente tutti i giorni per raggiungerlo.

In un certo senso, l’imprenditore di successo è una sorta di combattente che non ammette altro risultato in campo se non la vittoria. Questo però non significa che l’imprenditore di successo non sia in grado di sopportare eventuali fallimenti ed ostacoli, solo che, di fronte agli insuccessi, egli reagirà sempre in modo positivo, cercando soluzioni immediate e non piangendosi addosso o perdendo la fiducia in sé stesso o nel suo sogno.

Gli esempi, in tal senso, non mancano: basti pensare alle biografie personali di Steve Jobs, fondatore della Apple, Henry Ford e un italiano come Enzo Ferrari. Mentre il primo ha saputo trasformare la sua passione per l’elettronica in un colosso imprenditoriale multi milionario, il secondo, in tempi ancora meno recenti, seppe non solo mettere a frutto le sue abilità di ingegnere e inventore per fondare la prima moderna industria di automobili, ma anche per innovare il processo produttivo industriale attraverso l’introduzione della catena di montaggio; il terzo infine, rappresenta l’imprenditore dal carattere indomito, la cui vita è stata un susseguirsi continuo di sconfitte e di vittorie, anche in campo sportivo, in cui però non è mai venuta meno la voglia di fare e di andare avanti guardando sempre con ottimismo e fiducia verso il futuro.

Essere pragmatici

Anche se la molla di ogni azione è rappresentata dall’avere un sogno imprenditoriale da realizzare, l’imprenditore di successo è solitamente caratterizzato da un modo di fare estremamente pragmatico. Questo significa, prima di tutto, non aspettarsi che le cose arrivino dall’alto, ma lavorare giorno per giorno per ottenere risultati tangibili sempre più elevati. Il pragmatismo nell’imprenditore equivale anche a dedicare parte della propria giornata a stringere rapporti e relazioni utili al conseguimento dei propri obiettivi: chiunque voglia fare impresa non può esimersi dal cercare il sostegno e il supporto degli altri.

L’imprenditore di successo ama quindi circondarsi di persone capaci da cui può apprendere e con cui può confrontarsi; egli crede anche nella condivisione degli obiettivi e nella possibilità di delegare attività e mansioni per cui non si sente portato. Raramente, gli imprenditori di successo sono persone asociali e accentratici, in quando sanno riconoscere i meriti degli altri e le loro capacità, sfruttando le proprie conoscenze per colmare le proprie lacune ed incapacità.

Un altro esempio di imprenditore pragmatico è senza alcun dubbio lo svizzero Henry Nestlé, fondatore della casa omonima: di professione farmacista egli riuscì ad intuire le potenzialità di vendita di un prodotto quale il latte in polvere da lui stesso messo a punto e con il quale, dalla fine del 1800, fu salvata la vita a moltissimi bambini che non potevano essere alimentati al seno. Lo stesso imprinting pragmatico che ha portato la Nestlè a variare ed arricchire il catalogo con sempre nuovi prodotti (è sufficiente pensare al Nescafé, creato durante la seconda guerra mondiale ed usato proprio dai soldati per soddisfare il proprio bisogno di una bevanda saporita ed energetica quale il caffè), è stato talvolta causa di polemiche per via delle politiche commerciali troppo aggressive, e talvolta spregiudicate, che hanno provocato non poche critiche da parte di associazioni e gruppi internazionali.

Capire quando è necessario cambiare

L’imprenditore di successo è una persona caratterizzata da un estremo dinamismo sia del pensiero che dell’azione. Esso evolve nel tempo così come evolvono i suoi pensieri e le sue abitudini. Insieme a lui, evolve anche la sua impresa: saper intercettare la necessità del cambiamento prima ancora che questo avvenga rappresenta, senza dubbio, un altro tratto che accomuna i gradi imprenditori di oggi e di ieri: gli esempi da fare, anche in questo caso, sono tantissimi.

Chi non ha ad esempio sentito parlare almeno una volta di Netflix? Questa società è stata fondata nel 1997 dall’imprenditore statunitense Reed Hastings e almeno per una decina di anni si è occupata prevalentemente di noleggio dvd e giochi via internet. Poi, nel 2008, la rivoluzione: Hastings intuisce che con il mercato dei dvd ormai in declino, occorre modificare il prodotto, e inizia a proporsi come la prima società al mondo che offre servizio di streaming on line on demand attraverso la sottoscrizione di un abbonamento. I risultati non tardano a venire ed oggi Netflix conta di 81 mila clienti sparsi in tutto il mondo! Cosa riserva il futuro a questa società che nel frattempo si è anche quotata in borsa ancora non si sa, quello che è certo è che la capacità di innovarsi e guardare avanti rappresenta una delle migliori strategie di successo per un imprenditore e la sua impresa.

Conclusioni

E’ evidente, quando si parla di denominatori comuni degli imprenditori di successo, che questi non rappresentano la regola, anche se è molto raro che delle storie imprenditoriali positive si realizzano al di fuori delle caratteristiche caratteriali sopra descritte.

Lo scopo di questo articolo è naturalmente quello di dare dei consigli a tutti voi che nutrite un progetto imprenditoriale e siete intenzionati a realizzarlo, oppure lo avete già fatto ma state affrontando delle difficoltà o semplicemente volete migliorare le vostre performances. Sia che la vostra esigenza sia quella di reperire nuovo personale, individuare dei talenti o migliorare le prestazioni delle risorse già in essere, la nostra società rappresenta per voi un partner autorevole in grado di offrirvi soluzioni rapide ed efficaci.