Cosa fa un Export Manager? Si occupa di strutturare reti di vendita e di distribuzione nei mercati esteri. Tale ruolo prevede diverse competenze:
a) competenze di marketing e di analisi;
b) competenze di vendita;
d) competenze linguistiche;
e) competenze relazionali e manageriali.
Un Export Manager (che può essere anche un Temporary Export Manager) è in grado di analizzare il potenziale di vendita di un prodotto o servizio stabilendo le caratteristiche quantitative e qualitative della domanda. Conosce i principi fondamentali del marketing, come ad esempio le tecniche di segmentazione, ed è in grado di pianificare, strutturare ed attuare campagne di marketing che abbiano l’obiettivo d’intensificare la domanda. Non si tratta esclusivamente di mere conoscenze teoriche, ma di competenze pratiche acquisite “con sudore” sul campo.
Nella ricerca di un Export Manager occorre individuare profili che abbiano le competenze descritte al paragrafo precedente, altrimenti chiunque si cimenti in questo ruolo, senza una conoscenza approfondita nella disciplina del marketing, potrebbe incappare in difficoltà notevoli.
In un colloquio per selezionare una figura del genere, sicuramente è necessario approfondire la capacità del candidato di elaborare piani di marketing e di vendita concreti ed attuabili, sviluppati in base ad analisi di mercato precise.
Spesso un Export Manager si occupa di gestire direttamente clienti direzionali, ovvero clienti di una certa importanza e che generano un fatturato rilevante. È un profilo con competenze di vendita notevoli, come minimo nei seguenti ambiti: sviluppo delle relazioni interpersonali, networking, tecniche di vendita e negoziazione.
Questa figura in alcuni casi ha anche il compito di formare la rete di vendita o di distribuzione in merito a tematiche commerciali e, se non è preparato nella vendita in generale e se non è lui stesso un buon venditore, difficilmente può riuscire in questo ambito.
Nella selezione di Export Manager occorre quindi individuare profili che nel proprio passato lavorativo abbiano dimostrato sul campo la capacità di acquisire clienti importanti oppure gestire trattative difficili.
Esiste un sistema per classificare la conoscenza delle lingue straniere (quadro di riferimento europeo per la conoscenza delle lingue). In base a tale documento è chiaro quale dovrebbe essere il livello minimo di conoscenza richiesto per chi svolge il ruolo di Export Manager.
Solitamente chi redige il proprio CV indica qual è il proprio grado di conoscenza di una lingua straniera secondo il quadro di riferimento europeo, tuttavia in fase di selezione occorre appurare l’effettiva conoscenza (tramite test scritti e di dialogo).
Nella selezione di un Export Manager è importante individuare profili che conoscano più lingue (come minimo la lingua inglese) per non precludere la possibilità d’utilizzare la stessa figura per approcciare più mercati, anche quelli che in questo momento sembrano poco interessanti.
Il ruolo di Export Manager prevede la capacità di gestire e motivare reti di vendita e di distribuzione, ma non solo. Per costruire una rete commerciale operante all’estero, occorre essere in grado di selezionare, formare, guidare e motivare una moltitudine di agenti di commercio, venditori, importatori, distributori, eccetera. In assenza di adeguate competenze ed esperienze professionali, si tratta di un compito piuttosto arduo da svolgere.
Si possono prendere in considerazione le competenze sopra esposte per stabilire quali criteri utilizzare per la ricerca di un Export Manager, tuttavia in alcuni casi è fondamentale individuare profili con esperienza consolidata in segmenti di mercato specifici e che hanno acquisito reti di relazioni strutturate.
Nella speranza di avervi fornito alcuni utili consigli, rimaniamo sempre a disposizione per maggiori chiarimenti. La nostra mail è: in**@********nt.it.
Quando si inizia a lavorare nel settore delle vendite ci si potrà subito rendere conto che ci sono alcuni professionisti che sembrano essere maggiormente idonei a questo tipo di lavoro rispetto ad altri che, pur impegnandosi con tutti i propri mezzi, non riescono mai ad ottenere i risultati sperati. Tuttavia, per quanto alcuni abbiano un’innata predisposizione a determinati lavori, tra cui quello di venditore, va sottolineato che sono molte le doti (caratteristiche dei venditori) che possono essere acquisite nel tempo, imparando dai migliori e cercando di eliminare o limitare i propri punti deboli, sia di tipo caratteriale che professionale. Per fare questo, è necessario capire quali sono le dieci principali caratteristiche di un buon professionista nel campo delle vendite e che, nella maggior parte dei casi, sono proprio quelle che vengono richieste ai candidati durante un colloquio di selezione per venditori.
Segue l’elenco di alcune delle principali caratteristiche di un buon venditore.
L’organizzazione di un venditore è uno dei tratti che meglio si evince già dalla fase di selezione. Il candidato che sa organizzarsi si presenta con la massima puntualità e precisione portando con sé tutto il materiale che può servirgli per presentare se stesso e il proprio lavoro pregresso e per evidenziare le proprie qualità. Durante le giornate lavorative sa lavorare in maniera sistematica, fissando un numero di appuntamenti che è in grado di gestire e mantenendo sempre del tempo libero per fare fronte a eventuali emergenze, inconvenienti e necessità personali. Tra queste, vanno sicuramente inseriti incontri, stage di aggiornamento e congressi dove il venditore può entrare in contatto con diverse realtà, fondamentali per una continua crescita nel proprio settore di interesse.
Chi vuole vendere deve anche essere in grado di saperlo fare. Per questo motivo è sempre necessario un aggiornamento continuo sul proprio prodotto e su quelli dei competitors, in modo tale da avere sempre ben chiaro cosa dire al cliente, prevenendo le sue domande e rispondendo sempre in maniera sicura e decisa. Non c’è niente di peggio di un venditore che sappia parlare solo del proprio prodotto senza avere competenza nei mercati che offrono soluzioni simili, ma mai uguali. Le differenze sono quelle su cui deve saper puntare il venditore ma, per saperlo fare, deve averne una conoscenza approfondita. Durante una selezione per venditori sarà facile comprendere se i candidati sono interessati e appassionati al lavoro che svolgono e se sono in grado di incuriosire il selezionatore verso il prodotto o se hanno solo una conoscenza sterile, poco utile alla vendita.
Tra le caratteristiche di un buon venditore, sicuramente l’esperienza è fondamentale per poter avere una buona padronanza del lavoro. Tuttavia, anche quando si è alle prime armi è importante non mostrarsi mai come un dilettante, né tanto meno come uno scolaretto che sta ripetendo una lezione a memoria. Per poter vendere il proprio prodotto e per suscitare interesse nel compratore è necessario anche saper evidenziare la propria competenza e preparazione. Un cliente sarà molto più propenso ad acquistare un prodotto da un venditore abile e preparato piuttosto che da uno che risulta impacciato e che ripeta a cantilena le caratteristiche degli articoli che intende vendere. Ancora una volta, poi, all’esperienza si affianca la conoscenza, che permette di illustrare con maggiore cognizione non solo la propria merce, ma anche le differenze rispetto ai prodotti competitori e le posizioni all’interno dei mercati di riferimento.
La proprietà di linguaggio è una delle principali caratteristiche dei venditori che viene valutata durante un colloquio di selezione. Non si può pensare di poter vendere un prodotto se non si è in grado di utilizzare un linguaggio corretto, che sia colloquiale ma allo stesso tempo, se necessario, caratterizzato da terminologia tecnica. La proprietà di linguaggio non è fondamentale solo per la vendita di prodotti o servizi: essa risulta un elemento cardine quando si tratta di saper gestire le critiche o le obiezioni che vengono mosse dagli acquirenti. Quando si vuole diventare un venditore di successo bisogna essere a conoscenza di una serie di tecniche di vendita che interessano proprio il linguaggio, l’utilizzo di termini e modi di conversare che ispirino fiducia, che puntano ad essere positivi. Contestare seccamente le obiezioni del cliente non è mai un’opzione corretta: condurre il discorso verso una direzione di apertura mentale e soprattutto che sia favorevole al cliente diventa quindi un modo per riguadagnare la possibilità di dialogo.
Nella propria carriera, un venditore avrà successi e fallimenti. Inutile negare che, soprattutto agli inizi gli insuccessi probabilmente saranno molto frequenti: e tuttavia ad ogni nuova vendita il professionista saprà autogestire il proprio umore e le proprie emozioni per ricominciare tutto da capo, senza influenze negative per un precedente fallimento. Se si ha la giusta tecnica di vendita e si sono pianificate le diverse strategie da attuare, i fallimenti sono preventivati, quindi non devono influire sulla propria condotta, sul proprio umore né tanto mento sulla propria giornata lavorativa e sul rapporto con gli altri clienti.
Strettamente connesso con la capacità di gestire il proprio lavoro, i successi e i fallimenti, c’è l’abilità di sapersi mostrare sempre di buon umore. Anche questo fattore può essere valutato facilmente durante un colloquio per la selezione di venditori: inutile sottolineare che presentarsi con un sorriso e sicuri di sé al colloquio di lavoro permette di valutare al meglio il candidato. Allo stesso modo, un cliente sarà più ben disposto verso il venditore se questo si presenta con un viso sereno e sorridente. Anche nei momenti di tensione, per eventuali discussioni con clienti non soddisfatti dei prodotti o con persone che preferiscono utilizzare brand concorrenti, saper mantenere il buon umore non solo rappresenta un modo per non creare ulteriori criticità con il cliente, ma soprattutto è fondamentale per non farsi influenzare sugli appuntamenti successivi.
Un venditore di alto livello non è in grado di mentire: questo significa che lui stesso deve credere fermamente nel prodotto che promuove. Ecco perché quando si supera la selezione di venditori le aziende fanno dei corsi di formazione per insegnare non tanto a vendere, ma a conoscere le qualità, i pregi e i difetti dei propri articoli, perché solo una profonda conoscenza è in grado di far comprendere, al venditore per primo, la qualità di quello che si propone. Inutile dire che se il venditore non è convinto di quanto dice per promuovere i propri prodotti o servizi difficilmente potrà essere in grado di convincere gli altri.
Il buon venditore non è quello che impara a cantilena la propria presentazione e spera in questo modo di convincere il cliente. Già durante la fase di selezione di venditori, i candidati che sapranno evidenziare di essere in grado di ascoltare i clienti e le loro necessità avranno maggiore spazio rispetto a quelli che sanno solo ripetere sempre la stessa filastrocca. Il venditore di successo, infatti, prima di proporre sterilmente il proprio prodotto sa ascoltare le esigenze dei clienti, in modo da ritagliare la propria offerta su misura per loro. Per comprendere l’importanza di questo punto basta pensare alle differenti tipologie di persone che possono essere interessate a un determinato articolo: quelle più esperte vorranno conoscere dettagli specifici, quelle meno esperte avranno maggiori domande generiche da fare. Il venditore saprà ascoltare tutti, rispondendo a quesiti tecnici o meno in modo da poter soddisfare le richieste di quanti sono interessati.
Uno dei principali elementi di successo di un venditore è la sua versatilità, non solo nel saper presentare e rappresentare diversi tipi di prodotti, ma soprattutto nel saper vestire diversi abiti, ossia giocare vari ruoli a seconda delle necessità. Quando si effettua una selezione per venditori, infatti, non si valuta solo la capacità di vendita, ossia di comunicazione che il candidato può mostrare. Vanno presi in considerazione anche altri aspetti. Il venditore di successo, infatti, deve avere buone conoscenze amministrative, per poter chiudere un contratto e rispondere alle domande ad esso relative; deve essere un buon tecnico, in grado di evidenziare le caratteristiche e le qualità del prodotto; deve essere empatico, per poter comprendere come approcciare un nuovo cliente e, soprattutto, quando deve puntare alla fidelizzazione dello stesso. Ecco perché quando si parla di venditore si parla in realtà di una figura completa e complessa, capace di giocare diversi ruoli a seconda delle necessità.
Probabilmente sembra un punto superfluo ma invece rappresenta quello fondamentale: un venditore di successo deve essere soprattutto una persona che ama il proprio lavoro, soddisfatta delle proprie capacità ma allo stesso tempo mai stanca di imparare nuove tecniche e metodologie per tenersi aggiornato sui prodotti presenti sul mercato e, soprattutto, sulle strategie di vendita, sia legate a fattori tecnici ed economici che a quelli più strettamente umani, per comprendere i clienti ed entrare maggiormente in sintonia con le loro vere esigenze.
La selezione di venditori prevede la valutazione di una serie di aspetti (caratteristiche di un buon venditore), non tutti facilmente riconoscibili. Inoltre, è innegabile che alcuni degli aspetti che caratterizzano un buon venditore sono innati mentre altri si acquistano con l’esperienza e lo studio. Ecco perché è fondamentale valutare un candidato sotto diversi punti di vista, non solo per la propria esperienza pregressa, per l’abilità nel parlare o per le conoscenze tecniche degli articoli da promuovere.
Ricerca CFO: partiamo dal significato del termine, che è l’acronimo inglese delle parole Chief Financial Officer, in sintesi il direttore finanziario di un’azienda. Articolando meglio la riflessione è il manager di tutta l’attività finanziaria. Il CFO è il motore decisionale di un’impresa per tutte le azioni strategiche che ne determineranno la visione sistemica, con la messa in campo di decisioni che utilizzano al meglio le risorse finanziarie, strutturali e umane di un start up o di un’organizzazione consolidata.
La ricerca di un CFO è un passaggio nevralgico per un’azienda in quanto ne può decretare il successo e le possibilità di sviluppo.
Il profilo aziendale del CFO non è lo stesso e varia in base anche alla struttura di un’azienda e alla sua presenza sul mercato. Il CFO di un’azienda leader del mercato non necessariamente è lo stesso di una start up.
In una start up il CFO deve avviare l’azienda dalle basi, in una società consolidata, invece, questo processo è avviato, i quadri sono formati e definiti e in tutti sono chiari i processi produttivi e gli obietti da raggiungere, si possono potenziare le aspettative, alzare l’asticella degli obiettivi, ammodernare e migliorare l’organizzazione aziendale e il relativo benessere produttivo e lavorativo.
In una start up il CFO deve delineare le mete del business, individuare le debolezze per trasformarle in traguardi da migliorare mediante obiettivi a breve, medio e lungo termine con il miglioramento dei processi per raggiungere il risultato finale della crescita aziendale.
Le capacità primarie di un CFO si concentrano nella prontezza e la velocità decisionale, in maniera specifica nella qualità della comunicazione che deve essere chiara e autorevole. Le decisioni finanziarie hanno sempre un impatto con i portatori d’interesse, sia interni che esterni di un’azienda.
Ogni decisione con implicazioni economiche che richiedono la messa in campo di modelli integrati conseguenti a decisioni finanziarie, devono essere raccontate e spiegate per illustrare le motivazioni alla base dei provvedimenti.
Le decisioni finanziarie devono essere condivise con gli stakeholders in maniera trasparente, solo così il CFO otterrà la fiducia dell’azienda. Un rapporto onesto e una narrazione chiara delle decisioni, crea un clima di fiducia e un benessere che è la base per raggiungere i traguardi definiti alla luce di modelli finanziari promossi dal direttore e dall’azienda (CFO).
Nella ricerca e selezione di un CFO, tra le competenze basilari che bisogna ricercare, ai primi posti c’è la capacità di comunicare efficacemente alla catena di comando e a tutti i portatori d’interesse le logiche che sovrintendono a ogni decisione.
Un imprenditore nell’assumere un dirigente finanziario deve valutare la sua capacità di stabilire un rapporto collaborativo con tutti, basato sulla trasparenza delle azioni e su un confronto e un dialogo corretto tra le parti.
La mission del direttore si intensifica nella capacità di trovare coperture finanziarie allo sviluppo di un progetto aziendale. Gli azionisti e i proprietari d’azienda hanno in mente un progetto che vogliono implementare con l’aiuto di un esperto nelle vicende economiche e finanziarie.
Ogni azienda, nella fase iniziale di sviluppo, concentra le responsabilità degli aspetti finanziari nelle mani del titolare e di un team da lui individuato che collabora sulla base delle indicazioni della proprietà.
Non appena un’attività aziendale raggiunge un livello consolidato e una presenza riconosciuta nel mercato di riferimento, diventa appetibile e desta gli interessi di tutti, in questo preciso momento gli aspetti legati alle finanze e alla tesoreria hanno bisogno di una visione strategia complessiva che ottimizzi al meglio i processi decisionali.
In questo preciso momento la ricerca e selezione di CFO diventa fondamentale e, la sua presenza nei quadri organizzativi, per la parte che concerne gli aspetti finanziari, può determinare il successo di un’impresa.
Il ruolo del direttore finanziario è percepito ancor di più nella sua importanza strategica, in una fase economica del mercato globale dove i cambiamenti sono repentini.
I cambiamenti bisogna saperli interpretare e trovare delle risposte anche creative con ricadute finanziarie, coinvolgendo tutti i settori aziendali per affrontare tutte le sfide e le opportunità del mercato.
La gestione finanziaria di un’azienda privata e nel settore pubblico è parte integrate e sistemica di un’organizzazione e del processo decisionale.
La gestione finanziaria è inserita nel “focus gestionale”, il responsabile finanziario prende le decisioni insieme al team e dà il suo parere nel momento in cui il processo decisionale si definisce e non dopo, al termine di una decisione già definita.
Nella ricerca di un CFO bisogna tenere conto del bagaglio formativo e umano del profilo che si richiede.
È utile l’attitudine ad accettare sfide che esulando dai propri compiti di sola gestione finanziaria, ma che a lungo termine diventano delle opportunità per creare un clima di fiducia con le componenti aziendali che si possono poi trasformare in collaborazioni proficue e produttive.
Per trovare la persona adatta a tale ruolo e avviare la ricerca e selezione di un CFO, bisogna mettere in campo una ricerca mirata. Il profilo richiesto deve avere sia delle attitudini specifiche e anche tecniche.
Ricerca CFO, ecco in sintesi le competenze che si devono prendere in considerazione:
– capacità relazionali;
– competenze tecniche e gestionali;
– competenze comunicative:
– esperienza pregressa.
Le competenze tecniche fanno parte del bagaglio formativo del profilo e del percorso di studi. Le capacità relazionali fanno parte di quel più ampio spettro di attitudini, dove quella comunicativa è forse la più importante a consente di relazionarsi con gli altri con un ruolo innato di leadership.
Nella ricerca e selezione di un CFO viene sempre valutata l’esperienza pregressa del candidato. Alcuni possono anche puntare e scommettere su un profilo giovane.
Le elevate responsabilità finanziarie ed economiche, richiedono un profilo strutturato su esperienze consoliate in grado di gestire le risorse con efficacia, efficienza ed economicità in maniera da sviluppare il business aziendale.
La struttura ottimale del curriculum diventa necessaria, deve essere descrittivo non solo nella parte formativa, ma anche mettere in luce l’esperienza pregressa nel settore.
Nella ricerca e selezione di un CFO molto spesso le proprietà valutano sempre l’esperienza maturata nel campo, rispetto o alla formazione e alle conoscenze teoriche che comunque sono fondamentali.
Nella ricerca e selezione di uno sviluppatore .net è sicuramente fondamentale prendere in considerazione le competenze e le esperienze pregresse nella programmazione dei linguaggi supportati da tale tecnologia, ma anche le competenze gestionali e comunicative.
Lo sviluppatore .net è una figura molto ricercata nel mercato del lavoro, e probabilmente la domanda per questo tipo di profilo è superiore alla disponibilità di validi programmatori.
Ma nello specifico, cosa fa lo sviluppatore .net? Si tratta di un professionista che lavora in equipe e in maniera simmetrica con altre figure fondamentali, come lo sviluppatore delle interfacce grafiche web.
Lo sviluppatore .net infatti non sempre si occupa di progettare la parte grafica di un sito internet o di un’applicazione web. La figura professionale prevalentemente progetta e sviluppa applicazioni e siti web occupandosi del codice sorgente e dei database.
Nella ricerca e selezione di uno sviluppatore .net si ricerca una figura in grado di sviluppare la struttura che sta dietro ad un’applicazione web (in tal caso ci si riferisce allo sviluppatore back-end), ma anche di seguire e curare la parte esterna e visibile con la quale gli utenti interagiscono (in tal caso ci si riferisce allo sviluppatore full-stack, ovvero uno sviluppatore completo, sia lato server, sia lato client).
La figura dello sviluppatore .net è molto richiesta dal mercato ed è fondamentale ricercare e selezionare profili con la giusta esperienza professionale e che sappiano padroneggiare gli strumenti specifici dello sviluppo web.
Le competenze menzionate nei due paragrafi precedente.
Si noti che si tratta di elenchi indicativi e che le effettive competenze richieste per ciascuno dei ruoli di cui sopra variano in funzione del tipo di profilo ricercato.
Le possibilità lavorative per uno sviluppatore .net sono molte, infatti il mercato del lavoro è alla ricerca perenne di profili analoghi, che normalmente vengono inquadrati con diverse tipologie di rapporto professionale; nello specifico come:
I compensi sono davvero interessanti e pongono lo sviluppatore .net tra le professioni emergenti e tra i ruoli più ambiti dai giovani, tenendo conto che il settore è in costante espansione. È ovvio che la competenza del professionista determina l’entità del compenso.
Per incentivare professionisti con le competenze richieste, alcune aziende (che sono alla ricerca di sviluppatori .net) offrono modalità di lavoro flessibili o parzialmente flessibili, che prevedono la possibilità di gestire i progetti lavorando anche da remoto.
Esistono figure particolari con una formazione anche solo empirica, tuttavia nella maggior parte dei casi chi si occupa di sviluppo tramite la tecnologia .net ha seguito un percorso di formazione ortodosso.
Di frequente le aziende che ricercano sviluppatori .net richiedono una laurea triennale o magistrale in ingegneria informatica o in alternativa la presenza di attestati che evidenziano la padronanza di specifici linguaggi di programmazione.
Il settore è in continua evoluzione e sviluppo e per essere competitivi è necessario aggiornarsi continuamente.
In aggiunta alle competenze tecniche specifiche, nella ricerca e selezione di uno sviluppatore .net è richiesta la capacità di lavorare in team e di dialogare agevolmente con interfacce interne (colleghi) o esterne (clienti e fornitori).
Altri criteri che è fondamentale prendere in considerazione nella valutazione di profili professionali del settore sono: la passione per il settore informatico, la possibilità di sperimentare nuove applicazioni in contesti di grande fascino tecnologico e buone prospettive di progressione professionale ed economica.
La figura dello sviluppatore .net è molto richiesta, tanto è vero che sono molte le aziende che sul mercato ricercano questo profilo professionale. Il mercato è in espansione; ci sono offerte che provengono sia dalle piccole aziende che da multinazionali; molto vivo è il mercato delle start-up che per natura necessitano di soluzioni innovative per avviarsi ed essere competitive.
Secondo la nostra esperienza è molto difficile ricercare e selezionare la figura dello sviluppatore .net, a meno che non si utilizzino processi di recruitment strutturati.
Si può creare una rete vendita facilmente? No, facilmente no. Infatti la creazione di una rete vendita è un processo strutturato ed articolato, che non si può ridurre alla semplice pubblicazione di offerte di lavoro all’interno di siti specializzati.
In questo articolo cercheremo di trattare, in maniera non esaustiva ma solo indicativa (ci vorrebbe un libro intero per esaurire l’argomento), quali passi è necessario intraprendere per creare una rete di vendita.
Eccoli:
1) analisi della concorrenza e studio retributivo;
2) definizione strategie e metodi di vendita;
3) attuazione campagne di ricerca e selezione;
4) gestione rete vendita.
Al fine di creare una rete di vendita efficace in diversi casi può essere necessario realizzare uno studio retributivo, il cui scopo è di determinare con precisione quale tipo di offerta di lavoro e di retribuzione è in grado di motivare un venditore a valutare seriamente una proposta di collaborazione commerciale oppure un mandato di agenzia. Perché a volte è necessario farlo? La ragione è piuttosto semplice: la disponibilità sul mercato di validi venditori e di agenti di commercio è inferiore alla domanda, infatti basta osservare l’innumerevole quantità di offerte di lavoro presenti sul web per posizioni commerciali, le quali molto spesso rimangono addirittura inosservate.
L’attività di ricerca e selezione di nuovi profili commerciali potrebbe risultare difficile o potrebbe produrre scarsi risultati se non si è in grado di proporre un’offerta di lavoro economicamente allettante per un venditore, ecco perché può essere necessario condurre uno studio retributivo e determinare gli investimenti economici che occorre finanziare al fine di creare una rete vendita. I venditori più qualificati sono alla ricerca di aziende che sono in grado di formulare offerte economiche adeguate e ciò può comprendere una o più delle seguenti forme retributive: assegnazione di un portafoglio clienti; compenso fisso; compenso provvigionale; rimborso spese; premi e incentivi, eccetera.
Bisognerebbe porsi le seguenti domande prima di valutare l’opportunità di investire delle risorse per creare una rete vendita: “I venditori che operano in questo settore come vengono generalmente retribuiti dai migliori player sul mercato? Oppure: “Quale tipo di offerta di lavoro potrebbe risultare interessante per un venditore?” Ed anche: “Quale tipo di azienda è considerata un posto di lavoro ambito dai venditori che operano in questo settore? Perché?”.
Le aziende che utilizzano strategie e sistemi di vendita efficaci e funzionali risultano facilitate nel compito di costruire una rete vendita. Non si può chiedere ad un venditore di fare mesi di chiamate a freddo o decine e decine di visite per acquisire pochi clienti a fronte di un compenso provvigionale risicato. Purtroppo succede anche questo.
Codificare strategie e sistemi di vendita significa:
1) definire in modo preciso ed accurato un target di mercato potenzialmente interessato ai prodotti / servizi offerti;
2) sviluppare sistemi per creare contatti e relazioni con il target definito (telemarketing, lead generation, fiere ed eventi, eccetera);
3) sviluppare sistemi per vendere efficacemente (tecniche di vendita);
4) fare in modo che i punti sopra citati determino risultati economici soddisfacenti per la rete di vendita.
Le aziende con le idee poco chiare in merito ai punti da 1) a 4) difficilmente riescono a motivare validi venditori ad accettare offerte di lavoro concrete, infatti, durante un colloquio di selezione, un venditore desidera comprendere la natura dell’attività commerciale in termini semplici, pratici e concreti. Pertanto, fin dai primi contatti con un venditore, bisognerebbe essere in grado di fornire informazioni chiare in merito i punti sopra menzionati, come ad esempio il volume di provvigioni indicativo che di media un venditore percepisce. Questo articolo pubblicato nel nostro blog può chiarire ulteriormente le idee in merito alle aspettative di un venditore a cui viene proposta un’offerta di lavoro.
Per creare una rete vendita si possono utilizzare diversi strumenti e canali di comunicazione; i più conosciuti sono: 1) pubblicazione offerte di lavoro in siti specializzati, 2) utilizzo di banche dati di agenti di commercio e venditori. Per la ricerca e selezione di agenti di commercio e venditori, preferiamo utilizzare banche dati specifiche, perché consentono l’accesso diretto a profili commerciali che operano in settori di mercato specifici.
La gestione di una rete vendita è tanto importante quanto l’attività di ricerca e selezione di profili commerciali: infatti una rete vendita mal gestita può compromettere completamente gli sforzi compiuti nel ricercare e selezionare validi agenti di commercio e venditori. Gestire una rete vendita significa saper formare, organizzare e motivare un gruppo di venditori e si tratta di aspetti che difficilmente è possibile improvvisare.
Ci auguriamo che questo articolo sia stato di vostro gradimento e per ulteriori chiarimenti potete sempre scriverci: in**@********nt.it.
La ricerca di un disegnatore CAD per ricoprire il ruolo deve essere mirata per individuare un professionista con competenze tecniche, formative e umane adeguate alle singole necessità.
Il disegnatore meccanico utilizza il sistema CAD (Computer Aided Design ovvero “progettazione assistita dal computer”) per progettare o rappresentare graficamente macchinari, impianti, assiemi o particolari specifici.
All’interno delle aziende il progettista meccanico o il disegnatore CAD lavorano come:
I requisiti da prendere in considerazione per la ricerca e selezione di un disegnatore CAD sono i seguenti:
La formazione è basilare per un disegnatore meccanico CAD. Un percorso formativo continuo deve essere articolato subito dopo il titolo d’accesso base del diploma di scuola secondaria di secondo grado a indirizzo tecnico industriale e meccanico. Spesso le aziende richiedono profili professionali in possesso di laurea in ingegneria meccanica.
Ecco i percorsi formativi utili per esercitare la professione di disegnatore CAD:
Il disegno e la progettazione con strumenti CAD non rappresentano unicamente la mera elaborazione grafica di particolari meccanici. La fantasia e la creatività umana fanno la differenza. Il disegnatore meccanico deve sviluppare gli elaborati tecnici tenendo in considerazione le problematiche costruttive o concernenti l’utilizzo che si possono verificare. È necessaria la capacità di trasformare una criticità in soluzioni creative e accattivanti che facilitino le attività costruttive e produttive successive.
Il disegnatore CAD, oltre a padroneggiare software di progettazione 2D e 3D, deve sapere leggere un progetto e rappresentarlo graficamente secondo tutte le regole internazionali che unificano i contenuti dei disegni. Il settore specifico del disegnatore CAD, essendo altamente tecnologico, non può esulare da un’attenzione particolare all’aggiornamento e alla sperimentazione di nuovi strumenti digitali.
La selezione di un disegnatore meccanico deve tener conto anche delle conoscenze linguistiche: alcuni progetti vanno comunicati e presentati prima della produzione ai responsabili del ciclo industriale, sia italiani che stranieri. La padronanza linguistica e la competenza comunicativa in lingua straniera è sempre un fattore preso in grande considerazione nella ricerca e selezione del disegnatore CAD.
In una ricerca puntuale e mirata di un disegnatore CAD si prende sempre in considerazione l’esperienza pregressa, il curriculum e le referenze progettuali del professionista. Il compito del disegnatore non si limita alla progettazione, ma interagisce con l’azienda e con i vari reparti della produzione fino ad ascoltare le richieste del settore vendite, che sono il termometro oggettivo delle istanze e della domanda del mercato. Avere un progresso esperienziale nella gestione dei rapporti tra le parti, non deve essere solo un assunto dichiarato come intento, ma necessità di una oggettiva e documentata esperienza pregressa. Avere un curriculum progettuale solido fa la differenza per i candidati interessati che rispondono alla ricerca e selezione di un disegnatore CAD.
Le competenze necessarie per svolgere l’attività di disegnatore CAD in sintesi sono le seguenti:
Il disegnatore esperto trova facilmente lavoro:
Tutte queste esigenze aumentano di fatto le opportunità lavorative e occupazionali, facendo aumentare la ricerca e selezione del disegnatore CAD con prospettive di carriera importanti fino a poter diventare responsabile di progettazione nelle aziende medie e grandi.
La ricerca e selezione di tornitori CNC è piuttosto complessa e richiede d’individuare profili con competenze specializzate.
Il suo ruolo può crescere in un’organizzazione aziendale, con la possibilità di ricoprire diversi incarichi fino ad arrivare a quello di capo reparto, passando dal responsabile di turno.
La risposta alla domanda “cosa fa il tornitore CNC”, in sintesi, potrebbe essere questa: è il tornitore che opera con il tornio a controllo numerico computerizzato (CNC). È l’evoluzione tecnologica del tornitore manuale (o altrimenti detto “tornitore tradizionale”).
Il tornitore tradizionale lavora un pezzo di ferro, di legno, di pietra o altro, togliendo il materiale in eccesso con un meccanismo rotatorio che fa girare il pezzo “grezzo” impattando su un utensile. Il pezzo è fissato a un “mandrino” per essere lavorato al meglio.
Il tornitore CNC (figura analoga ma non identica a quella del fresatore CNC) utilizza un tornio a controllo numerico computerizzato e lavora un pezzo in modalità automatica, in base alle indicazioni che l’operatore ha inserito nel software (programmazione a bordo macchina). Sono specialisti che trovano sbocco occupazionale nell’industria e particolarmente in quella meccanica, dove il ruolo e le competenze del tornitore CNC sono molto apprezzate.
La tecnologia a controllo numerico computerizzato è utilizzata in tantissimi settori produttivi e consente di lavorare il metallo, il legno e una miriade di altri materiali ed è usata sia nella produzione industriale in serie, sia nella produzione artigianale di nicchia.
Un tornitore può essere in grado di utilizzare i modelli di tornio computerizzato e/o padroneggiare l’essenza della macchina utensile tradizionale.
Il tornitore è un addetto altamente specializzato, in grado di ottenere da un pezzo grezzo un dettaglio e un prodotto finito, secondo le caratteristiche previste dal progetto tecnico.
È in grado di eseguire le lavorazioni richieste, tornendo i pezzi, apportando tutte le regolazioni necessarie alla funzionalità del tornio, modificando la velocità, l’allineamento e l’utilizzo ottimale degli accessori.
L’automazione e lo sviluppo tecnologico hanno fatto passi da gigante, ma il suo lavoro non si riduce al mero utilizzo delle apparecchiature, prevede ancora una grande manualità che è sempre presa in considerazione ogni volta che si effettua la selezione di un nuovo tornitore.
Il tornitore che utilizza i torni CNC è in grado di programmare le macchine utilizzando il linguaggio appropriato, che dipende dall’azienda costruttrice delle macchine utensili. Deve quindi saper leggere il disegno meccanico e predisporre le macchine utensili alle specifiche esigenze.
Il pezzo è sempre soggetto a un’attenta valutazione, il tornitore deve rifinire il lavoro ultimato, togliendo alcune imprecisioni e operando un controllo sulla qualità del prodotto realizzato, verificando se la resa finale corrisponde alle linee e alle caratteristiche progettuali.
L’azione di valutazione, presuppone anche un continuo collegamento con i responsabili di progetto e di produzione, il tornitore deve riportare gli eventuali problemi riscontrati per migliorane il processo di realizzazione futuro.
Il tornitore si occupa inoltre della gestione dei materiali di consumo, della manutenzione del tornio e della pulizia.
Nella ricerca e selezione di tornitori CNC occorre tenere in grande considerazione la versatilità del profilo professionale. Esistono vari tipi di torni CNC e la volontà di mantenersi aggiornati è fondamentale per stare al passo con l’evoluzione tecnologica.
È sempre consigliato, per ragioni sia professionali ma anche culturali, aver frequentato una scuola secondaria di secondo grado a indirizzo tecnico o professionale con una specializzazione di tipo meccanica.
Un requisito necessario per il profilo è la predisposizione all’aggiornamento, un tornitore deve continuamente formarsi per poter conoscere le novità del settore.
Una buona formazione a indirizzo meccanico è un buon prerequisito d’ingresso per dare delle opportunità lavorative anche fuori dei confini nazionali. Le competenze di natura tecnica e professionale si maturano soprattutto sul campo e con l’esperienza.
Il tornitore esperto deve conoscere tutti i tipi di tornitura esistenti, padroneggiare gli utensili disponibili e le variabili per utilizzarli al meglio e in base all’esigenze tecniche della lavorazione.
La conoscenza dei linguaggi di programmazione specifici è fondamentale nell’utilizzo dei torni CNC; l’operaio deve essere in grado di utilizzare i dispositivi elettronici e tecnologici programmando a bordo macchina, modificando e variando le indicazioni.
Nella ricerca e selezione di profili di tornitori CNC sono richieste in sintesi le seguenti abilità e competenze:
Un tornitore può imparare ad utilizzare anche altri tipi di macchine utensili, come ad esempio rettifiche, fresatrici, centri di lavoro, eccetera. Questa versatilità accresce la prospettiva di progressione professionale ed economica.
Il profilo professionale è molto richiesto per i suoi molteplici utilizzi in vari ambiti. La manualità e l’artigianalità del made in Italy è garantita anche da una tradizione di tornitori che ha saputo coniugare l’utilizzo dei vecchi dispositivi con le nuove macchine a controllo numerico.
Il lavoro non manca per un abile tornitore e le prospettive d’impiego sono sempre dietro l’angolo. Le piccole officine meccaniche o le grandi aziende utilizzano il tornio per produzioni di ogni tipo. Ogni territorio o bacino produttivo richiede questa figura professionale specializzata. Nella ricerca e selezione di tornitori CNC è richiesta, oltre alla professionalità e la competenza tecnica, una grande flessibilità e la capacità a lavorare in team.
La ricerca di tornitori CNC è un compito di solito molto arduo per le aziende, ma anche per le società di selezione del personale. Per sopperire alle evidenti difficoltà, che derivano dalla scarsità di profili rispetto alla domanda del mercato del lavoro, abbiamo sviluppato una banca dati di profili tecnici ed un metodo di ricerca e selezione innovativo e all’avanguardia.
I venditori di classe “A” hanno una caratteristica in comune: raggiungono sistematicamente obiettivi di vendita importanti. Sono venditori che hanno sviluppato competenze di vendita e competenze tecniche avanzate, spesso settoriali, e normalmente ottengono risultati di vendita eccellenti anno dopo anno. Le aziende che si sono già cimentate nella ricerca e selezione di agenti di commercio e venditori sono consapevoli che non è facile identificare, attrarre e reclutare venditori di classe “A”. Tutti li vorrebbero, ma sono poche le aziende in grado di attrarli. Perché?
I “candidati attivi” sono rappresentati da coloro che attivamente ricercano nuove opportunità di lavoro, sia perché momentaneamente privi di un’occupazione specifica, sia perché alla ricerca di condizioni di lavoro migliorative (economiche, di carriere oppure ambientali). I “candidati passivi” non sono alla ricerca di offerte di lavoro, poiché sono in misura più o meno marcata appagati dalle condizioni di lavoro esistenti, tuttavia non è complesso invitarli a valutare proposte allettanti, ma solo a condizione che si presentino proposte di lavoro concrete e di alto valore.
La premessa di cui al paragrafo precedente è per far comprendere che i venditori di classe “A” spesso risiedono nella categoria dei “candidati passivi”. I venditori di alta classe e gli agenti di commercio che lavorano per aziende strutturate e con un forte “brand positioning”, e che sono adeguatamente remunerati, difficilmente prendono in considerazione offerte di lavoro poco allettanti.
Per attrarre e selezionare venditori di classe “A” occorre analizzare le offerte di lavoro della concorrenza e delle migliori aziende e formulare proposte economiche adeguate. Sicuramente l’aspetto economico non è l’unico fattore che motiva un agente di commercio o un venditore ad accettare un’offerta di lavoro e, benché abbia la sua importanza, esistono anche altri aspetti che occorre gestire adeguatamente per attirare l’attenzione dei venditori di classe “A”.
Qualità e differenziazione del prodotto / servizio fornito: i venditori di classe “A” sono orgogliosi di lavorare per aziende che offrono prodotti e servizi di altissimo livello qualitativo e che si differenziano da ciò che la concorrenza offre.
Formazione tecnica / commerciale di alto livello: i venditori più produttivi sono anche venditori competenti, infatti, probabilmente grazie all’accesso diffuso delle informazioni per mezzo di Internet, l’era dei venditori imbonitori è finita. Le aziende ed i consumatori oggi giorno si aspettano di relazionarsi con venditori preparati e trasparenti, pertanto le aziende che non dispongono di programmi formativi strutturati ed efficaci dimostrano scarsa cura ed attenzione per il personale di vendita e specialmente i venditori migliori detestano operare senza alcuna preparazione tecnica e commerciale.
Gestione della rete vendita: la gestione di una rete vendita non è un’attività improvvisabile, al contrario si tratta di un sistema strutturato che occorre delineare con precisione e migliorare costantemente. Nelle aziende in cui è presente un elevato turn-over della rete vendita probabilmente esistono evidenti lacune nelle politiche di gestione dei venditori. La qualità e l’efficacia con cui è gestita una rete di vendita determina il grado di motivazione dei venditori che ne fanno parte. Quando non è presente un sistema di gestione della rete vendita codificato e funzionante, il livello di motivazione tende a scendere e di conseguenza attirare venditori di classe “A” è più complesso, infatti i venditori migliori hanno “fiuto” e sono in grado di comprendere in pochi minuti se una rete di vendita è gestita adeguatamente oppure no.
Supporti di marketing: i venditori migliori preferiscono collaborare con aziende che forniscono un adeguato supporto all’attività di vendita e di procacciamento di prospetti. Ciò può includere: call-center per la presa di appuntamenti, attività strutturate di lead generation per la forza vendita, CRM, metodi di vendita codificati e funzionali, brochure e cataloghi, eccetera, eccetera.
I fattori sopra elencati non sono gli unici che influenzano la capacità di un’azienda di rendersi attrattiva agli occhi dei venditori migliori ed un’azienda che non riesce a strutturare una rete di vendita dovrebbe condurre un’autoanalisi obiettiva per comprendere l’esistenza di eventuali lacune nei metodi di gestione.
Per attirare venditori di classe “A” è necessario accedere a banche dati qualificate di agenti di commercio e venditori. Per un maggiore approfondimento di consigliamo la lettura di questo articolo: banca dati agenti di commercio.
Per maggiori informazioni inerenti la selezione di venditori è possibile scrivere a in**@********nt.it oppure compilare il seguente modulo di richiesta.
La ricerca e selezione di un ingegnere meccanico è un processo articolato, che richiede prima di tutto l’analisi e la definizione del tipo di profilo ricercato. Esattamente, che cosa fa un ingegnere meccanico?
L’ingegnere meccanico si occupa della ricerca, progettazione e sviluppo di articoli, macchinari o impianti in differenti settori industriali. L’ingegnere meccanico si può anche occupare dell’istallazione, valutazione, manutenzione e operatività dei sistemi meccanici.
Solitamente svolge il proprio lavoro presso industrie di manifattura, produzione o trasporti oppure presso società che si occupano di produzione di energia o consulenza.
L’ingegneria meccanica viene delineata come lo studio di tre componenti importanti:
L’ingegnere meccanico ha a sua disposizione una serie di risorse umane, materiali ed economiche che gli consentono di sviluppare soluzioni meccaniche che, con il controllo di questi elementi, lo portano a soddisfare i desideri e le esigenze dell’azienda.
Vediamo adesso quali sono le mansioni più comuni delle quali si occupa questa figura professionale. Non si tratta di un elenco completo, ma di una serie di funzioni che potrebbe svolgere all’interno di uno specifico contesto lavorativo e che andrebbero definite con precisione prima di procedere con la ricerca e selezione di un profilo del genere.
Ecco cosa fa un ingegnere meccanico:
Nella ricerca di ingegneri meccanici è fondamentale individuare profili con competenze tecniche specifiche, ma anche con doti umane e professionali che rendono questo profilo molto ricercato nel mercato del lavoro.
Segue un elenco, anche in questo caso non necessariamente completo, di competenze generalmente apprezzate dalle aziende che ricercano ingegneri meccanici.
La creazione di una rete vendita efficace che riunisca abili venditori richiede un impegno costante ed una metodologia di lavoro strutturata. Tale sforzo può però condurre ad un incremento delle vendite.
La creazione di una rete vendita richiede un know-how specifico che rappresenta un vantaggio competitivo rilevante. Cosa è necessario fare per creare una squadra di venditori di talento che utilizzino un sistema di vendita efficace? Beh, vediamolo…
Una rete di vendita non può funzionare adeguatamente se non è organizzata correttamente e se non poggia su solide basi gestionali. Una rete vendita di successo è formata da venditori qualificati in grado di assolvere i propri compiti ed è di grande valore per qualsiasi azienda.
Fare il recruiting di venditori capaci non è sufficiente ad ottenere un incremento delle vendite. Una squadra di venditori dovrebbe anche essere adeguatamente formata e gestita, infatti il sistema di gestione di una rete vendita può essere tanto importante quanto il recruiting stesso. Sfortunatamente alcune aziende considerano i corsi di formazione per venditori come un costo, senza considerarli un mezzo d’investimento per creare e motivare una forza vendite affinché sia “vincente”.
Corsi di vendita troppo generici, che vanno “bene per tutti”, possono risultare inefficaci poiché ogni azienda è unica e la formazione del personale commerciale dovrebbe essere costruita tenendo in considerazione alcuni fattori fondamentali, quali, ad esempio: mission; brand positioning; target; caratteristiche del prodotto / servizio; obiezioni all’acquisto più frequenti; eccetera.
La creazione di una rete vendita di successo richiede l’attuazione di sistemi e strumenti necessari a ricercare e selezionare nuovi venditori ed inoltre a pianificare e controllare le attività della rete vendita stessa.
I processi chiave che è necessario strutturare per implementare una rete di vendita sono sostanzialmente due: processo di ricerca e selezione di nuove figure commerciali; processo di gestione del personale commerciale. Quest’ultimo processo include altri sotto-processi, quali: formazione tecnica e commerciale; motivazione; pianificazione; organizzazione e controllo della rete vendita. Per ciascuna di queste attività critiche occorre adottare strategie e tecniche differenti in base alla specifica realtà aziendale ed alle disponibilità a livello di risorse economiche.
1) Formazione tecnica e commerciale. Un venditore deve conoscere molto bene i prodotti / servizi che propone. Anche se abbiamo sentito dire che un venditore saprebbe “vendere il ghiaccio agli eschimesi”, in realtà i venditori migliori che abbiamo osservato in azione hanno una grande competenza tecnica ed è proprio questa una delle ragioni che gli consente di relazionarsi efficacemente. La formazione di tipo commerciale che viene impartita ad un venditore dovrebbe essere contenuta in un apposito manuale di vendita e dovrebbe documentare le modalità con cui vengono affrontate le principali fasi di una trattativa commerciale. Abbiamo notato che la formazione di venditori guidata da un manuale molto pratico garantisce migliori risultati, a patto che la formazione stessa sia di buon livello qualitativo.
2) Organizzazione. La struttura organizzativa (ruoli e responsabilità) ed il modello di gestione che s’intendono adottare per la governance di un gruppo di venditori debbono essere scelti molto accuratamente.
3) Pianificazione e controllo. La pianificazione delle attività di vendita riveste un ruolo determinante nell’impostazione di una rete vendita. È tanto importante quanto la vendita stessa. Occorre stabilire in anticipo le modalità con cui gestire ciascuna fase del processo di vendita, dal procacciamento dei contatti commerciali all’assistenza post-vendita. Talvolta una fase molto specifica del processo di vendita presenta criticità tali da influenzare negativamente i risultati commerciali ottenibili. Le metriche utilizzate da diverse reti vendita sono inadeguate al fine d’individuare i driver principali che influenzano le performance di vendita. Questa situazione, purtroppo molto comune, è dovuta ad un attenzione troppo spasmodica al fatturato di breve periodo.
4) Motivazione. Inutile descriverne l’importanza. Vale però la pena sottolineare che una motivazione costante non può essere ottenuta tramite la partecipazione ad un breve corso di formazione oppure non può unicamente dipendere da eventi straordinari, quali, ad esempio, le convention di fine anno. Fare in modo che una rete vendita sia davvero motivata è possibile, ma ciò richiede analisi ed interventi profondi e strutturati.
Nella speranza di avervi fornito qualche consiglio utile, vi auguriamo buon lavoro!
La ricerca e selezione del Data Scientist da parte delle aziende diventa di primaria importanza per poter avere una corretta analisi delle informazioni raccolte e, soprattutto, un’interpretazione tale da permettere di migliorare il rendimento aziendale. Va sottolineato infatti che la big data analytics non è una scienza collegata alla sola raccolta dei dati ma anche a una serie di indagini interpretative che rendono maggiormente utili, per la crescita aziendale, le informazioni acquisite.
L’analisi dei dati raccolti è fondamentale per poter indirizzare un’azienda verso le diverse scelte di mercato. Fino a un paio di decenni fa, quando la raccolta dati non era così massiccia e, soprattutto, non era in formato digitale, la maggior parte delle informazioni e dei dati che venivano raccolti dalle aziende erano poi elaborate tramite analisi statistiche classiche.
Oggi, tuttavia, non si può più parlare solo di dati ma di Big Data, proprio perché i numeri a disposizione sono veramente moltissimi. Per elaborare tutte le informazioni che oggi arrivano ad un’azienda serve pertanto una figura professionale dedicata, ossia quella del Data Scientist: cosa fa esattamente questo specialista?
Oltre alla mera raccolta di dati, un professionista che opera in questo settore deve saper garantire la corretta interpretazione delle informazioni raccolte. Ma non solo: deve saperne riconoscere l’origine e le eventuali distorsioni, deve sapere applicare le diverse tecniche di analisi in base al tipo di dati che sta analizzando, definire le problematiche che meglio possono essere affrontate una volta che siano note le informazioni derivanti dai dati e, soprattutto, deve saper comunicare i risultati in maniera chiara e precisa ai manager.
Ecco perché quando si effettua una ricerca e selezione di un Data Scientist è fondamentale cercare un professionista che oltre a saper interpretare i dati sia in grado di presentarne il significato in maniera lineare e di facile lettura al proprio dirigente o manager.
Bisogna sottolineare che quella del Data Scientist è una figura relativamente recente all’interno delle professioni aziendali. Proprio per questo motivo se da un lato moltissime aziende ne hanno compreso l’importanza e assumono tali profili per migliorare la propria produzione, molte altre ancora non hanno compreso l’importanza di questo professionista.
Tuttavia, le più prestigiose università statunitensi e inglesi hanno dato vita a specifici percorsi di laurea proprio per formare Data Scientist, che sappiano coniugare le competenze informatiche a quelle gestionali, per avere un quadro completo di quelle che possono essere le esigenze delle diverse aziende con le quali si trovano ad operare.
Chiarito chi è e cosa fa il Data Scientist, vediamo come procedere nella ricerca di questa figura professionale.
Il Data Scientist dovrà avere un curriculum che evidenzia una specializzazione nel settore dell’elaborazione dei big data, ossia dovrà avere la capacità di utilizzare uno o più linguaggi di programmazione specifici per le analisi dei dati. Un altro importante aspetto da prendere in considerazione è relativo alla possibilità di sviluppo di algoritmi secondo le tecniche del Machine Learning.
Il ruolo del Data Scientist, tuttavia, non termina con l’elaborazione delle informazioni. I migliori professionisti in questo settore presentano infatti anche skill comunicazionali elevate: sono proprio queste che permettono di trasmettere a quanti non sono esperti di analisi dati, il significato dei risultati ottenuti.
La trasformazione dei numeri in tabelle semplici che permetteranno di dare vita a proposte e progetti per migliorare il fatturato aziendale è un aspetto che permette di distinguere il semplice informatico e programmatore da un Data Scientist professionista.
I big data non sono regolarmente raccolti e analizzati da tutte le tipologie di aziende ma soprattutto da quelle che operano in particolari settori. Proprio queste tipologie di aziende, quindi, sono quelle che maggiormente richiedono e ricercano professionisti dell’analisi e interpretazione dei dati. In particolare, la selezione del Data Scientist viene richiesta soprattutto da aziende che operano con l’e-commerce, con i social network, nella finanza, nelle telecomunicazioni e in molti altri rami del mercato.
Le aziende che operano vendendo online, infatti, cioè quelle che dispongono di un e-commerce, raccolgono un gran numero di informazioni, legate non solo ai dati degli acquirenti, ma anche ai gusti e, di conseguenza, alle preferenze di acquisto. La corretta elaborazione e interpretazione dei dati permetterà quindi all’azienda di proiettare le proprie strategie di vendita tenendo conto di quelli che sono i gusti e le esigenze dei clienti.
Anche le informazioni elaborate dai dati raccolti tramite i social network, ossia attraverso un’approfondita analisi dei post, blog, foto e tweet, permetterà alle aziende di puntare a una produzione che potrà migliorare la soddisfazione dei propri clienti, grazie soprattutto a pubblicità mirate, realizzate proprio grazie ai risultati delle analisi dei dati.
Questi due esempi permettono di evidenziare come un Data Scientist possa contribuire in maniera fondamentale al miglioramento delle scelte aziendali, che potranno essere maggiormente relazionate alle reali esigenze dei clienti. Ecco perché, nel mercato di oggi, effettuare una selezione di un Data Scientist professionale e competente significa poter contare su un migliore utilizzo delle risorse che si traduce naturalmente in un maggiore successo dell’azienda stessa.
Il Data Scientist deve essere in grado di estrarre dai numeri tutte le informazioni utili per dare vita a proposte che sappiano indirizzare le scelte dell’azienda. I dati raccolti devono quindi essere un punto di partenza per elaborare strategie in grado di incrementare la produttività e soprattutto di prevedere le tendenze.
In questo modo, le aziende che potranno contare su professionisti di elevato spessore sapranno anticipare i competitors con scelte innovative che potranno decretare il successo di un determinato prodotto, di una campagna di lancio o di altre scelte aziendali.
È possibile compilare questo modulo per ulteriori informazioni sulla ricerca dei Data Scientist.
Scopriamo insieme come effettuare la ricerca di agenti di commercio in modo appropriato.
Quando si parla di agenti di commercio in Italia regna una grande confusione. Alcuni non sanno di cosa si parla; altri confondono gli agenti di commercio con altre figure lavorative. Eppure un agente di commercio è semplicemente un imprenditore regolarmente iscritto al Registro delle Imprese nonché all’INPS e in possesso di un mandato di lavoro da parte di una o più aziende. Si tratta di un professionista attivo nella promozione delle vendite, che collabora a stretto contatto con le aziende di cui ha il mandato al fine di promuoverne i beni e i servizi.
Un agente di commercio è quel professionista delle vendite che fa della comunicabilità, dei rapporti con le persone, ma anche della serietà, professionalità e continuità i suoi cavalli di battaglia. Non in ultimo luogo l’agente di commercio deve conoscere come funziona il libero mercato, rispettare le relative normative e restare aggiornato con le novità in ambito.
Solitamente un buon agente di commercio dev’essere disponibile a viaggiare molto, resistere allo stress e avere delle buone conoscenze informatiche.
Si tratta di una figura lavorativa autonoma. Non solo: la figura professionale di un agente di commercio è definita dalle leggi dello Stato Italiano in una misura molto semplificata, rendendo per l’azienda più facile instaurare i rapporti lavorativi. Questo, ma non solo, rende la figura di un agente di commercio molto ricercata sul mercato del lavoro in Italia. Ecco perché la ricerca di agenti di commercio non è affatto facile.
In genere un agente di commercio può essere pagato con un compenso fisso (“fisso mensile”), a cui viene aggiunta una quota (normalmente espressa in percentuale) strettamente collegata alle vendite effettuate.
L’agente di commercio viene ingaggiato dalle aziende tramite un mandato plurimandatario o monomandatario e si occupa in genere di trovare nuovi clienti e di proporre la vendita di servizi o beni di consumo dell’azienda. La vendita dei beni o dei servizi conclusa dall’agente di commercio può avvenire sia al dettaglio che all’ingrosso.
Oggigiorno le aziende che basano la propria forza commerciale su una vasta rete nazionale di agenti di commercio riescono a raggiungere diversi risultati utili. In primis un’ottima distribuzione del servizio/prodotto sul territorio scelto, un’elevata rappresentanza del brand, nonché una profonda penetrazione del mercato nella zona.
Grazie agli agenti di commercio è possibile aumentare le vendite e la presenza aziendale sul territorio. La ricerca e selezione di nuovi agenti di commercio può essere il mezzo per ottenere una rete di vendita strutturata (qui spieghiamo come creare una rete di vendita efficace).
La differenza tra gli agenti monomandatari e quelli plurimandatari è molto semplice. Gli agenti monomandatari si occupano di promuovere soltanto un’azienda. Per questo sono spesso considerati come una specie di estensione territoriale dell’azienda stessa: delle figure vicine a quelle dei dipendenti.
D’altro canto, gli agenti plurimandatari hanno le facoltà di promuovere contemporaneamente più aziende, come degli imprenditori commerciali autonomi.
La ricerca di un buon agente di commercio non è affatto così semplice come si potrebbe pensare. Per trovare i migliori profili commerciali bisogna disporre di una banca dati di venditori qualificati e lavorare in modo strutturato.
Una volta identificato il tipo di agente ideale per la causa, ci occupiamo di pubblicare annunci di ricerca agenti sul web e consultiamo parallelamente una banca dati. In questo modo si riesce a selezionare una rosa di candidati più o meno vasta.
Quindi si procede all’intervista dei possibili candidati, in modo da fare un’ulteriore selezione per identificare solo coloro che possiedono realmente i requisiti specifici richiesti.
La rete di ricerca agenti di commercio è composta dalle principali job board italiane adatte allo scopo. Dalla banca dati, invece, i profili vengono estratti immettendo i requisiti di ricerca. Da entrambi i metodi di ricerca agenti di commercio si crea una sola lista delle candidature a cui inviare i mandati specifici.
Le interviste dei candidati idonei sono realizzate per analizzare le loro esperienze e il background lavorativo. Inoltre l’intervista è utile per verificare il loro interesse in merito a una determinata offerta di lavoro.
Durante l’intervista vengono confermate le loro caratteristiche lavorative e chiariti i punti chiave, come il target di clientela, l’esperienza nella vendita dei prodotti o dei servizi specifici, nonché la precisa modalità di procacciamento dei clienti. Una particolare attenzione viene posta sui risultati di vendita conseguiti durante la carriera.
Solo dopo aver concluso le interviste preliminari, inviamo all’azienda interessata la lista dei venditori disponibili. L’azienda interessata, quindi, può scegliere in completa autonomia i profili da contattare per affidargli l’incarico lavorativo. Senza disporre di entrambi gli strumenti volti alla ricerca agenti, difficilmente si riusciranno a trovare candidati.
Nella banca dati ci sono molti agenti di commercio su tutto il territorio nazionale, divisi in base alle competenze specifiche di vendita. Per questo si potrà operare in diversi ambiti di mercato, tra cui quello agricolo/zootecnico, l’alimentare, d’abbigliamento o d’arredamento, nel settore degli automobili e dei trasporti, della stampa o della carta, della chimica e materiali plastica, ma anche dell’ecologia, edilizia, energia, elettronica, finanza, informatica, industria, telecomunicazioni, medicina e salute, meccanica, pubblicità e attività promozionali, sport, servizi, estetica, hobby e molti altri ancora.
Servendoci della banca dati di agenti di commercio che operano su tutto il territorio nazionale, si può accedere a reali curriculum vitae per effettuare una ricerca agenti di commercio mirata. Non un qualsiasi elenco di nomi, ma reali dati relativi alle esperienze lavorative degli specialisti del settore.
Chiunque voglia ingaggiare degli agenti di commercio può contattarci all’indirizzo e-mail in**@********nt.it oppure richiedere un preventivo gratuito e senza impegno compilando il relativo modulo di richiesta.